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	<title>Marco Cortesi // photographer diver traveller &#187; steve mccurry</title>
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		<title>Steve McCurry workshop</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 22:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Cortesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi sono stato con due amici del FotoClubLibero (Ivo e Marina) al ToscanaFotoFestival di Massa Marittima per il tanto atteso workshop con uno dei miei fotografi preferiti: Steve McCurry, definito il fotografo dei colori e anche il fotografo iconico. Premetto che sia io che Ivo ci siamo un po&#8217; informati prima di partire e abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Steve McCurry - _DSC8260 by Marco Cortesi, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/shinecapture/5937923054/"><img class="alignright" style="margin: 2px;" src="http://farm7.static.flickr.com/6147/5937923054_604da78048_m.jpg" alt="Steve McCurry - _DSC8260" width="240" height="160" /></a>Nei giorni scorsi sono stato con due amici del FotoClubLibero (Ivo e Marina) al <a title="Toscana Foto Festival" href="http://www.toscanafotofestival.net" target="_blank">ToscanaFotoFestival</a> di Massa Marittima per il tanto atteso workshop con uno dei miei fotografi preferiti: <a title="Steve McCurry" href="http://www.stevemccurry.com" target="_blank">Steve McCurry</a>, definito il fotografo dei colori e anche il fotografo iconico.</p>
<p>Premetto che sia io che Ivo ci siamo un po&#8217; informati prima di partire e abbiamo letto solo recensioni negative sui workshop di Steve, quindi eravamo un po&#8217; preoccupati, ma visto che anche solo conoscere un maestro della fotografia non può far male, non ce ne siamo troppo preoccupati.<br />
Il fatto che al workshop erano presenti ben 28 persone non ci ha rassicurati molto e nemmeno aver scoperto che per il workshop sarebbero state usate delle modelle. Però vi dico già subito che ne è valsa la pena!</p>
<p><span id="more-1384"></span><strong>Giorno zero.</strong><br />
Siamo partiti da Lugano nel primo pomeriggio di domenica, per arrivare a Massa Marittima (che nonostante il nome non si trova al mare ma in collina, a circa 380 mslm). Il borgo medioevale è a dir poco stupendo! Consiglio la visita anche al di fuori del FotoFestival. Poco dopo essere arrivati scopriamo che c&#8217;è un aperitivo per l&#8217;apertura del festival (nessuno di noi aveva guardato il sito dov&#8217;era indicato&#8230; ops). Quindi deposito le borse in hotel e ci si trova nel chiostro della chiesa. Dopo un minuto incontro Steve (che quasi non riconosco). Si resta a parlare, mangiare (soprattutto i dessert) e bere. In seguito ci spostiamo tutti, Steve compreso, a Follonica per andare a bere qualcosa in spiaggia. Un ottimo inizio!</p>
<p><strong>Giorno uno.</strong><br />
Ci si trova in aula alle 9°°, ci spiegano l&#8217;organizzazione e Steve inizia a parlare un po&#8217; e noi a fare domande, da subito dice che vorrebbe dirci tutto quello che sa sulla fotografia ma in pratica dobbiamo &#8220;tirargli fuori&#8221; noi le cose.</p>
<blockquote><p>Consiglio n° 1: Steve è di poche parole, molto poche. Più volete imparare e sapere da lui, più domande dovete fargli. Se possibile preparatevi una lista già prima di conoscerlo. Nessuna domanda è stupida, però cercate di evitare cose troppo tecniche (che impostazioni usa, che macchina usa, &#8230;).</p></blockquote>
<p>Siamo tutti un po&#8217; perplessi sul fatto che dovremo scattare sulle modelle, infondo Steve non lavora con modelle e soprattutto non fa fashion. Ma col senno di poi posso garantire che è stato utile iniziare così, anche perché andare in 30 persone a fotografare qualche anziano del posto, non sarebbe stato molto pratico (né piacevole per la &#8220;vittima&#8221;). Tra l&#8217;altro anche Steve stesso penso fosse poco propenso all&#8217;idea e ci teneva a precisare, giustamente, che lui non scatta mai modelle.<br />
Seguiamo Steve all&#8217;interno di una porta, l&#8217;entrata di uffici comunali forse. Dice alla modella dove mettersi. Scatta una o due fotografie e ce le mostra. È lui! È una fotografia di Steve McCurry, anche se con una modella e anche se in un posto tutt&#8217;altro che esotico: lo stile non mente!</p>
<blockquote><p>Consiglio n° 2: Steve scatta sempre in modalità P (tempo e diaframmi automatici). E noi che ci facciamo sempre paranoie su come impostare&#8230;? Lui non pensa al mezzo. Lui vede subito la fotografia, quello che gli serve è trovare la persona giusta e metterla nel posto giusto e al momento giusto.</p></blockquote>
<p>Scattiamo anche noi qualche fotografia, nessuna nemmeno lontanamente simile a quella di Steve. Secondo me ha degli elfi nella sua Nikon D3x che gli modificano la fotografia! <img src='http://www.marcocortesi.ch/blog/wp-includes/images/smilies/wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Dopodiché usciamo e andiamo a cercare qualche altra location, che troviamo in un vicolo sotto un porticato/tunnel.</p>
<blockquote><p>Consiglio n° 3: Steve non scatta mai in pieno giorno. O di mattina presto, o di sera. Di giorno lo si può trovare solo negli interni (che siano case, mercati, tende, &#8230;), in questo modo la luce è per lui perfetta. Ed i suoi risultati lo dimostrano. Inoltre evita di dover stare troppo al caldo, cosa molto intelligente. <img src='http://www.marcocortesi.ch/blog/wp-includes/images/smilies/wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Per la pausa pranzo andiamo al ristorante La Lucciola, i pranzi sono compresi nel costo del workshop. Si mangia tanto e bene.<br />
Nel pomeriggio andiamo avanti a scattare con le modelle e la sera andiamo a mangiare (ancora tanto e bene) in un altro locale.</p>
<blockquote><p>Consiglio n° 4: Steve è vegetariano. Non cercate di fargli mangiare carne, quelli del ristorante La Lucciola non lo sapevano e lui c&#8217;è rimasto male. Ovviamente poi gli è stato portato qualcosa che andasse bene.</p></blockquote>
<blockquote><p>Consiglio n° 5: Steve consiglia di viaggiare sempre leggeri. Lui ha un solo corpo macchina (Nikon D3x) e un solo obiettivo (Nikkor  AF-S 24-70mm f/2.8 ED N). Se vi vede in giro con zaini pesanti e che lasciate in terra per potervi muovere a fare fotografie, è possibile che ve lo nasconde per scherzo. <img src='http://www.marcocortesi.ch/blog/wp-includes/images/smilies/grin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Alle 22°° è prevista la proiezione di alcune delle più famose fotografie di McCurry, commentate da lui. Quindi ci troviamo al Palazzo dell&#8217;Abbondanza, dove sono anche esposte sue fotografie, e ci godiamo un&#8217;interessantissima presentazione, che già di per sé sarebbe stata sufficiente per motivarci a fare il viaggio.<br />
Finita la presentazione Steve si mette a firmare i libri. Io sono in prima fila con il nuovo<em> The Iconic Photographs</em>.<br />
In teoria dopo avremmo dovuto guardare il documentario &#8220;<em>Search for the Afghan Girl</em>&#8221; ma si è fatto troppo tardi e quindi si è rimandato alla sera successiva.</p>
<p><strong>Giorno due.</strong><br />
La mattina la passiamo a guardare gli scatti del giorno prima e alcuni portfolio dei partecipanti. Come detto Steve è di poche parole, però riusciamo ad assimilare tantissime informazioni e consigli.</p>
<blockquote><p>Consiglio n° 6: a Steve non piacciono fotografie scattate troppo da vicino &#8220;too tight&#8221; (solo testa o testa parzialmente &#8220;croppata&#8221;). Ma nemmeno troppo lontane.<br />
Odia profondamente l&#8217;uso estremo di lenti wide* (vanno bene se si scattano paesaggi o location, ma solo se non si vede distorsione o elementi troppo sproporzionati.<br />
Evitare assolutamente di scattare persone che indossano vestiti troppo bianchi (diventano troppo luminosi e distolgono l&#8217;attenzione), o a righe o troppo complesse (con disegni, scritte, ecc). In pratica se il soggetto ha un vestito / maglietta monocromatico, è meglio.<br />
* a volte, scherzosamente, ha consigliato di buttare via le lenti grandangolari perché sono &#8220;pericolose&#8221; nelle mani sbagliate. <img src='http://www.marcocortesi.ch/blog/wp-includes/images/smilies/wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Nel pomeriggio siamo usciti ancora a scattare. Ovviamente sia lunedì che martedì, anche se c&#8217;erano le modelle e i modelli a disposizione, nessuno vietava (anzi, eravamo incoraggiati) a scattare fotografie a perfetti sconosciuti.</p>
<p>La sera siamo andati a cena e poi, come la sera prima, ci siamo trovati alle 22°° al Palazzo dell&#8217;Abbondanza per guardare il documentario sulla ricerca di Sharbat Gula, film che non avevo mai visto, mi ero limitato a leggere gli articoli.</p>
<p><strong>Giorno tre.<br />
</strong>La mattina abbiamo finito di guardare le fotografie e portfolio di chi non ha fatto in tempo martedì, poi siamo usciti per scattare fotografie, finalmente non di modelle/i. Siamo infatti andati al centro di accoglienza di Massa Marittima, l&#8217;Istituto Sant&#8217;Anna. Qua si trovano diverse decine di profughi scappati/rilasciati dalle prigioni libiche negli ultimi mesi e arrivati a Lampedusa.</p>
<p>Prima abbiamo osservato Steve al lavoro (è molto importante osservarlo, visto che parla poco) e poi abbiamo scattato noi fotografie.</p>
<blockquote><p>Consiglio n° 7: Steve, anche se dice di instaurare un rapporto con i suoi soggetti, per capirli meglio, in realtà non ci parla nemmeno, questo risolve anche il problema della lingua. Li guarda e -probabilmente- ipnotizzati, questi fanno quello che vuole lui. Scatta quando il soggetto guarda dritto nella camera.<br />
È più importante far capire al soggetto che gli si vuole solo fare una fotografia, piuttosto che &#8220;perdere tempo&#8221; a fare i finti amici e parlare. Anche se in realtà in classe Steve diceva che a volte parla con i soggetti per capirli meglio e quindi far uscire chi sono realmente.</p></blockquote>
<p>La sera siamo andati a cena a Follonica, posto che sinceramente non ho apprezzato per niente. Non è una bella cittadina, le strade sono un casino, eccetera.</p>
<p>Alle 22°° ci siamo ritrovati al solito posto, ma per la presentazione del lavoro di <a title="Amedeo Turello" href="http://www.amedeoturello.com" target="_blank">Amedeo Turello</a>, che ci ha accompagnati in questi giorni a fare da &#8220;assistente e traduttore&#8221; di Steve. Anche se la fotografia fashion non è tra i miei interessi principali, sono rimasto particolarmente colpito dai lavori che ha fatto Amedeo in questi suoi primi dieci anni di lavoro.</p>
<p>Finita la presentazione siamo andati tutti a bere qualcosa in piazza, purtroppo senza Steve che è dovuto andare a dormire presto per partire alle 5°° di mattina.</p>
<p><strong>Riassumendo.</strong><br />
Steve è una persona molto modesta, non dirà mai che qualcosa non gli piace o gli dà fastidio (ad un certo punto c&#8217;erano diverse persone che gli coprivano la luce, piuttosto che chiedere di spostarsi, è andato lui a cercare un altro posto). Non è un buon insegnante, dal punto di vista didattico, ma ha molto da trasmettere, quindi il miglior modo per sfruttare i suoi workshop è quello di fargli tante domande e seguirlo sempre e osservare quando scatta (o quando non scatta). Sarebbe una buona cosa non scattare quando lo sta facendo lui (dà fastidio e si rischia di perdere qualche dettaglio).<br />
Nonostante l&#8217;elevato numero di partecipanti (l&#8217;ideale sarebbe stato non più della metà) e il fatto che non sia un Master portato alla didattica, è stato un workshop che mi ha dato molto e che sono certo darà molto anche ad altri, quindi consiglio vivamente di sfruttare l&#8217;occasione. Magari in posti come il ToscanaFotoFestival, piuttosto che non in viaggi esotici (Burma, &#8230;) dove si rischia di pagare di più, ma avere meno contatto con Steve.</p>
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		<title>Lise Sarfati</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 21:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Cortesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo periodo sto investendo tempo e soldi in workshops fotografici, ma sono certo che sono soldi ben spesi. Il weekend appena trascorso (18-19 giugno) l&#8217;ho passato in compagnia del team di Cesuralab a Pianello Val Tidone (PC), che ha organizzato un workshop con la fotografa Lise Sarfati dell&#8217;agenzia Magnum. Lise inizialmente si è presentata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo sto investendo tempo e soldi in <a href="http://www.marcocortesi.ch/photography/esperienze/">workshops fotografici</a>, ma sono certo che sono soldi ben spesi.</p>
<p>Il weekend appena trascorso (18-19 giugno) l&#8217;ho passato in compagnia del team di <a title="Cesuralab" href="http://www.cesuralab.com/" target="_blank">Cesuralab</a> a Pianello Val Tidone (PC), che ha organizzato un workshop con la fotografa <a title="Lise Sarfati" href="http://www.lisesarfati.com" target="_blank">Lise Sarfati</a> dell&#8217;agenzia <a title="Magnum" href="http://www.magnumphotos.com" target="_blank">Magnum</a>.<br />
Lise inizialmente si è presentata (onestamente, e un po&#8217; me ne vergogno, non conoscevo né lei né le sue fotografie) con il lavoro <em>The New Life</em>, poi ci siamo presentati facendo vedere un nostro portfolio o un progetto realizzato. In seguito Lise ha presentato il lavoro <em>Austin, Texas</em> per mostrarci che anche facendo un lavoro su commissione, per un genere non suo (fashion) è possibile mantenere il proprio stile.<br />
Il secondo giorno abbiamo finito le nostre presentazioni (eravamo in 7 partecipanti, anzi 7 <em>shopworkers</em>, come ci siamo definiti) e poi ognuno di noi doveva presentare un progetto nuovo che intende realizzare.<br />
Sono stati due giorni molto piacevoli, sia per la compagnia degli organizzatori e gli altri partecipanti, sia per l&#8217;apertura e generosità di Lise.<br />
Una nota fuori tema: si mangia tanto,bene e costa poco&#8230; è pericoloso stare più di un weekend <img src='http://www.marcocortesi.ch/blog/wp-includes/images/smilies/wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A settembre gli amici di Cesuralab organizzeranno altri workshops sicuramente interessanti. Resto in attesa di aggiornamenti da parte loro.</p>
<p>Nel frattempo parteciperò ad altri workshop, di cui scriverò in seguito. Il prossimo in agenda sarà con uno dei miei fotografi preferiti: <a title="Steve McCurry" href="http://www.stevemccurry.com" target="_blank">Steve McCurry</a> al <a title="Toscana Foto Festival" href="http://www.toscanafotofestival.net/" target="_blank">ToscanaFotoFestival</a> dal 11 al 13 luglio.</p>
<p>Alcune fotografie scattate durante il workshop dopo il &#8220;salto&#8221;.<br />
<span id="more-1368"></span><br />

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		<title>Steve McCurry</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 17:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Cortesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì sono stato a Milano per lavoro ma ne ho approfittato per visitare una mostra che pensavo di aver perso, ma fortunatamente è stata prorogata di un mese (e ora di un altro mese, fino al 21 marzo 2010) vista l&#8217;enorme affluenza: oltre un milione di visitatori. La mostra in questione è una raccolta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì sono stato a <strong>Milano</strong> per lavoro ma ne ho approfittato per visitare una mostra che pensavo di aver perso, ma fortunatamente è stata prorogata di un mese (e ora di un altro mese, fino al 21 marzo 2010) vista l&#8217;enorme affluenza: oltre un milione di visitatori.</p>
<p>La <a href="http://www.stevemccurrymilano.it/" target="_blank">mostra</a> in questione è una raccolta di circa 200 scatti di uno dei miei due fotografi preferiti: <strong><a href="http://www.stevemccurry.com/" target="_self">Steve McCurry</a></strong>. La mostra, intitolata <strong>SUD-EST</strong>, ripercorre in sei sezioni (Portraits, Silence and travel, War, Joy and life, Children, Beauty) moltissimi viaggi che McCurry ha fatto in 30 anni di carriera.</p>
<p>Prima di commentare le fotografie in sé, vorrei complimentarmi con la curatrice della mostra Tanja Solci e tutto il suo team per l&#8217;ottimo lavoro di allestimento. Le fotografie erano tante, ben stampate e quasi tutte in formato abbastanza grande. La luce era a dir poco perfetta. Ogni foto, appese con dei supporti neri su dei pannelli verticali semitrasparenti,  era illuminata da uno spot uniforme che prendeva in pieno la fotografia e nient&#8217;altro, visto che la luce arrivava dall&#8217;alto e all&#8217;inclinazione giusta, non c&#8217;era modo di mettere in ombra le foto passandoci davanti (cosa forse ovvia, ma fino ad ora non ho mai visto un&#8217;illuminazione così azzeccata).</p>
<p>Le fotografie manco a dirlo erano stupende, c&#8217;erano le più famose, dalla ragazza afgana apparsa sulla copertina del National Geographic nel 1985, a fotografie che personalmente non avevo mai visto ma che sono contento di aver potuto apprezzare.</p>
<p>Visto che la mostra rimane quasi un mese di più, non è detto che torni a farci un giro prima della fine. Purtroppo -e questo è l&#8217;unico punto a sfavore della mostra- non è stato realizzato un catalogo, l&#8217;avrei comprato molto volentieri.</p>
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