Qualche mese fa Alessandro (lo stesso che mi ha consigliato di andare a Dahab l’anno scorso) mi ha proposto di unirmi ad un gruppo di subacquei per andare a fare una crociera sub in Sudan… ho subito accettato!
Ed ho fatto bene, perché è stata un’esperienza stupenda! Persone fantastiche e immersioni da sogno!
Ma andiamo con ordine.
Siamo partiti da Milano Malpensa venerdì 3 aprile, direzione Il Cairo: non esistono voli diretti per il Sudan.
Dopo una notte passata al Novotel Cairo Airport siamo andati con la guida Joseph Ammar Fahmyin (parla italiano ed è molto in gamba!) in direzione di Giza per vedere l’unica delle sette meraviglie del mondo ancora esistente: le Piramidi. Sono veramente stupende, anche se sono rimasto particolarmente deluso dalla location: mi aspettavo che fossero nel deserto… non in mezzo alla città! La Sfinge anche è stupenda ma è molto più piccola di quanto pensassi. Ad ogni modo vale la pena, una volta nella vita almeno, fare una visita a Giza, anche se personalmente preferisco i templi di Luxor (soprattutto Karnak), dove sono stato nel 2003.
Finito il giro turistico nella capitale egiziana siamo tornati in hotel a recuperare le valigie e siamo andati a prendere il volo per Port Sudan con la Sudan Airlines. Il volo è stato un po’ grezzo, però l’aereo era nuovo (anche se i posti non erano riservati e si stava un po’ stretti). Dopo circa 3 ore siamo arrivati a destinazione, un aeroporto molto piccolo (direi delle dimensioni di Lugano-Agno). In attesa dei bagagli la polizia sudanese ha controllato a fondo il bagaglio a mano. (tra Egitto e Sudan credo di aver passato una dozzina di metal detector e raggi x). Finita la parte burocratica siamo andati con un piccolo bus in direzione del mare, per imbarcarci sulla Felicidad II, un ex peschereccio del 1991 da 32m.
Il personale a bordo è stupendo: il capitano, Gigi (la guida), il cuoco (non avrei mai pensato di mangiar così bene) e tutto il resto dello staff; purtroppo una delle due guide sub è dovuta rientrare per motivi di salute la settimana prima quindi con noi ce n’era una sola, ma se l’è cavata egregiamente. Con noi (eravamo in 10) c’erano anche 4 italiani conosciuti al Cairo e un altro che era in barca già da tempo (sta facendo -beato lui- ben 11 settimane).
Come dicevo le immersioni sono tutte stupende: Precontinente II (o Conshelf Two – Continental Shelf Station Two), ovvero il “villaggio” di Jacques Custeau (che si può vedere nel documentario “Monde sans soleil” / “World without sun” del 1964), il reef con la “anemone city” e gli squali grigi ed i martello di Sha’ab Rumi (punta sud), il relitto Blue Belt (Toyota) a Sha’ab Suadi e per finire il relitto Umbria -dove siamo anche entrati- al Wingate Reef. Abbiamo fatto più volte le stesse immersioni di giorno e in notturna (e ne valeva decisamente la pena), l’unica immersione che non mi ha lasciato molto -ma forse è solo per esser stati sfortunati a non trovare squali ma solo corrente- è quella di Sanganeb. In generale le immersioni sono stupende e sarei rimasto volentieri una seconda settimana, sono mediamente impegnative, nel senso che si rischia di andare profondi, quasi mai meno di 25m, spesso anche sui 35-40 e oltre per poter vedere gli quali martello, anche la penerazione dell’Umbria è un’esperienza fantastica ma sicuramente da fare se si ha un po’ di esperienza. Consiglio quindi (ma lo fanno già i tour operator) di andare in Sudan solamente se si ha un minimo di esperienza (e perlomeno i brevetti advanced e deep).
Un piacevolissimo diversivo è stato il giro al faro di Han a Sanganeb, costruito praticamente sopra al reef. Dopo una “tremenda” scala a chiocciola si arriva in cima al faro (ho stimato sia alto sui 40m) da dove si ha però una vista a dir poco mozzafiato.
Venerdì sera, dopo 6 giorni di immersioni, siamo tornati a Port Sudan, dove abbiamo passato la notte (maledette zanzare del porto). Il giorno dopo ci è stato proposto di andare -per 20 €- a Suakin, una città abbandonata fatta (con “mattoni”) di corallo. Devo dire che questa gita si può tranquillamente evitare, non c’era nessuna guida, nessuna spiegazione su cosa era quel posto o sulla storia, inoltre era un po’ tutto lasciato al degrado. Fuori da questa “città fantasma” c’era quella vera, ma era vietato fare fotografie. Siamo quindi tornati a Port Sudan e abbiamo fatto un giro al mercato, dove non potevamo comprare niente perché accettavano solo i pound sudanesi che non aveva nessuno. Niente di grave, una visita magari vale la pena farla, ma la prossima volta resto volentieri in barca a riposarmi e a prendere il sole.
Fotografie e Video (in preparazione)
- Fotografie su flickr scattate in Sudan (fuori dall’acqua)
- Fotografie su flickr scattate in Sudan (sott’acqua)
- Fotografie su flickr scattate al Cairo
- Video pubblicati su YouTube
Informazioni per il viaggio
- Felicidad II (barca che ci ha ospitati)
- Promo World (tour operator torinese specializzato in viaggi per sub)
- Elkspace – Alessandro Sala (amico che ha organizzato tutto)
- Novotel Cairo Airport (hotel al Cairo dove abbiamo pernottato)
- Joseph Ammar Fahmy (guida al Cairo, per info contattatemi)
Luoghi e storia